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Speciale elezioni/ Quali priorita’ per il prossimo governo?

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Cosa dovrebbe fare il prossimo Governo una volta in carica? Ecoseven.net lo ha chiesto ad un pool di economisti, esperi di ambiente ed energia. Crescita economica, rinnovabili, riduzione dell’inquinamento, ma soprattutto: durare nel tempo

Cosa dovrebbe fare il prossimo Governo una volta in carica? A pochi giorni dalle elezioni Politiche del 24 e 25 Febbraio 2013, tante sono le attese e le speranza che si ripongono nel nuovo Governo. Ci si attende che chi sarà eletto potrà traghettare l’Italia verso una nuova rinascita, economica, sociale e ambientale. Si spera che chi salirà al Governo investa nella green economy, nelle rinnovabili e in nuove forme di mobilità, come le auto elettriche, trasformando l’Italia in un Paese smart, efficiente e all’avanguardia.

Perché tutte le nostre speranze in tema di economia, ambiente e società possano essere realizzate, il prossimo Governo dovrà attuare delle strategie chiare e decise. Ma in pratica, cosa dovrebbe fare il prossimo Governo? Ecoseven.net lo ha voluto chiedere a diversi esperti italiani del settore dell’economia, dell’energia e dell’ambiente: Salvatore Zecchini, economista, Gustavo Piga, economista, Simone Togni, Presidente di Anev (Associazione nazionale del vento), Andrea Ferraretto, economista dell’ambiente, Giuseppe Spanto, amministratore delegato di Is Tech, Fulco Pratesi, presidente onorario di WWF Italia, Andrea BaraccoAutomotive Advisor dell’associazione Nuvola Verde.

Nonostante i diversi ambiti e nonostante le differenti idee e risposte, le parole di ogni esperto lasciano trapelare una speranza ben precisa: crescita e sviluppo.

La speranza di uscire dalla crisi si legge chiara nelle parole dell’economista Gustavo Piga, professore di Economia politica all’Università Tor Vergata, che alla nostra domanda ‘Cosa dovrebbe fare, secondo lei, il prossimo Governo?’ risponde: ‘Dovrebbe rinegoziare il fiscal compact Europeo, prevedendo un altro 1% interno lordo per finanziare gli interventi pubblici a deficit. Dovrebbe, inoltre, rinegoziare a livello europeo l’aumento del debito pubblico su prodotto interno lordo italiano, per ottenere la necessaria liquidità per rimborsare tutti i debiti che hanno le nostre imprese. E ancora, dovrebbe stanziare immediatamente 10 miliardi di euro per avviare un servizio civile temporaneo e non ripetibile, per 24 mesi, per 700 mila giovani italiani disoccupati o non occupati, con una retribuzione di 1000 euro al mese’.

Voglia di rinascita e voglia di esorcizzare la crisi economica si percepisce anche nelle parole di Salvatore Zecchini, professore di Politica Economica internazionale all’Università Tor Vergata di Roma. Il professor Zecchini afferma: ‘La sfida che il prossimo Governo avrà di fronte sarà sviluppare una politica per il ritorno ad una crescente economia, con un equilibrio di bilancio e un riduzione del debito pubblico. La sfida è difficile ma non impossibile. E non sarà impossibile solo se il governo si ricorderà che non è tempo di compromessi e di giochi con il bilancino per le contro riforme. È necessaria una strategia efficace che guardi al lungo periodo. Il nuovo Governo dovrà seguire quattro direttive: la svalutazione fiscale -che consiste in un taglio forte dell’IRAP, in un taglio della spesa pubblica corrente e in un ridimensionamento di tutte le retribuzioni pubbliche- ; ridefinizione delle autonomie sul territorio, eliminando le province e dimezzando i costi di tutto il sistema politico; taglio del debito pubblico per portarlo in 5 anni al 100% del Pil – attraverso la cessione di beni pubblici, non in svendita ma in vendita a società che emettono obbligazioni, consentendo di abbattere il debito pubblico-; una vera iniezione di flessibilità in entrata e in uscita nel mondo del lavoro, ritoccando, se necessario, lo statuto dei lavoratori e riportando democrazia nelle rappresentanze sindacali’.

Una speranza maggiore verso lo sviluppo delle rinnovabili si trova nelle parole di Simone Togni, presidente di Anev, che alla domanda ‘Cosa dovrebbe fare, secondo lei, il prossimo Governo?’ ha risposto: ‘Per quanto riguarda il settore dell’energia, il nuovo Governo dovrà, prima di tutto, rendere organico e compatibile il sistema di sostegno alle rinnovabili, in maniera tale da raggiungere gli obiettivi fissati. Questo è realizzabile – aggiunge Togni –  attraverso un cambio del sistema di incentivazione o rivedendo il sistema delle aste. Credo che sia necessario metter mano al sistema del mercato elettrico, per rendere il mercato competitivo ed efficiente. Il nostro mercato è ancora ineficciente, si guardi, per esempio, alla dipendenza dall’estero per idrocarburi e fonti fossili. Credo poi che il nuovo Governo debba andare ad incidere sui meccanismi di sostegno alle varie tecnologie, incidendo sugli aspetti ambientali con una decisa azione che possa andare ad internalizzare i costi ambientali nei costi di produzione, in una sola parola Carbon Tax’.

Ambiente e sviluppo sostenibile dovranno essere le priorità del prossimo Governo secondo Andrea Ferraretto, economista dell’Ambiente, che ad Ecoseven.net dichiara: ‘Il prossimo Governo dovrà mettere la sostenibilità ambientale al centro dei programmi di politica economica: superando una visione che colloca l’ambiente al margine delle scelte di sviluppo e di coesione territoriale. Una scelta strategica che permetterebbe di affrontare temi come l’energia, le infrastrutture, la ricerca e l’innovazione in modo radicalmente nuovo, creando opportunità di sviluppo e capacità competitiva per il Sistema Paese. Nel 2013 un Ministero dell’ambiente suona come qualcosa di superato, soprattutto in una situazione che richiede una capacità di incidere delle scelte di governo su temi strategici per il futuro. La qualità dell’aria, la mobilità, la gestione dei rifiuti, la cura del territorio, non dovrebbero essere più delle emergenze nazionali ma diventare occasioni di rilancio dell’economia, con investimenti strutturali e duraturi.’

Di idee simili è Giuseppe Spanto, amministratore delegato di Is Tech (una start up che si occupa di ambiente e che ha dato vita ad Apa, la macchina mangia smog). Alla domanda ‘Cosa dovrebbe fare secondo lei il nuovo Governo?’, infatti, Spanto ha risposto: ‘Il Governo dovrebbe orientare buona parte della politica economica e sociale sui temi della sostenibilità ambientale e della crescita economica coerente e compatibile con le “risorse finite del pianeta”, divergendo dalle mere logiche consumistiche e di pianificazione della crescita sinora attuate solamente sfruttando risorse, senza conformità con le esigenze reali e senza considerare i gravami che ne discendono.  Questi temi sono oramai al centro dell’agenda di molti Paesi del mondo – soprattutto dei principali con i quali l’Italia deve confrontarsi – i quali, tuttavia, stentano ad affermarsi nel nostro. Eppure, sarebbe una scelta strategica di rilievo capace di rilanciare e realizzare importanti interventi in tema d’energia, infrastrutture, sostegno alla ricerca, valorizzazione delle risorse, delle idee e delle competenze speciali che l’Italia detiene e di innovazione tecnologica applicata.  Vanno considerate le esigenze d’intervento strutturali, infatti, per gli effetti di lungo periodo. Il Governo deve guardare al futuro del Paese con coraggio ed ottimismo e, divergendo dalle pregresse malsane posizioni ed orientamenti, deve orientare un nuovo posizionamento sociale, allo stato attuale affatto in linea con le aspettative dei giovani delle famiglie, dalla tenera età alle fasce di popolazione attiva: il Paese sembra un paese per anziani, anziano che non si rinnova e non si evolve. Sinora, quando la politica si è in qualche modo attivata, ha mostrato di muovere i primi passi 3-5 anni dopo rispetto ai “first mover” ed al più appropriato tempismo, e questo ha fatto retrocedere l’Italia in numerosi comparti chiave, purtroppo.  Il Governo deve operare con maggior attenzione alla reale tutela dell’ambiente ed alle esigenze della popolazione, con una lungimirante visione strumentale ad orientare il cambiamento ed il progresso valorizzando le numerose eccellenze presenti nel nostro Paese, creando “concrete” opportunità di sviluppo e di maggior forza competitiva dell’Italia, su scala globale.’

Idee chiare e precise su cosa dovrebbe fare il prossimo Governo sono quelle di Fulco Pratesi, Presidente Onorario del WWF Italia, che ad Ecoseven.net ha affermato: ‘Il Prossimo Governo deve occuparsi maggiormente di ambiente e risorse naturali, deve limitare lo sfruttamento del suolo, deve combattere l’inquinamento e l’uso dei combustibili fossili. Deve, anche, ridurre il numero dei deputati e ridurre la spesa pubblica. Il prossimo Governo deve tenere duro’.

Guarda in particolar modo alla mobilità sostenibile, invece, il pensiero e l’idea di Andrea BaraccoAutomotive Advisor dell’associazione Nuvola Verde, che ha dichiarato che il prossimo Governo ‘dovrebbe ampliare e migliorare la Legge relativa alla mobilità sostenibile, approvata il 7 di Agosto nella Legge di Stabilità. In particolare si dovrebbero ampliare e incentivare maggiormente gli aiuti economici per i veicoli a trazione elettrica. La stessa Legge dovrebbe differenziare agli aiuti economici all’interno dei veicoli ibridi, tra i veicoli  ibridi classici dai veicoli ibridi range extendere, incentivando maggiormente questi ultimi: nei primi la trazione è data dal motore termico, nei secondi dal motore elettrico. Il prossimo Governo dovrebbe dunque favorire in maniera decisa i veicoli elettrici, per riuscire a risolvere anche i problemi di inquinamento dell’aria’.  

(gc) 

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