Il futuro delle protesi è adesso

È della Florida il primo uomo al mondo a vivere con un braccio robotico controllato dalla sua  mente

WhatsApp Share

Il potenziale della tecnologia che si occupa di protesi è incredibile e negli ultimi anni le ricerche sono progredite talmente tanto che potremmo davvero vivere come «cyborg» in un futuro non troppo lontano. Cosa che Johnny Matheny di Port Richey, in Florida, ha già iniziato a fare.

L'uomo, che ha perso il braccio nel 2005 per un cancro, è recentemente diventato la prima persona a vivere con un braccio robotico controllato dalla sua mente.

Il braccio è stato sviluppato dal Johns Hopkins Applied Physics Lab come parte del loro programma Rivolutionizing Prosthetics, finanziato dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA). Il programma mira a creare protesi controllate dall'attività neurale del cervello per ripristinare la funzione motoria così come era prima – in questo momento, si sta occupando in particolare di protesi per pazienti a cui mancano le braccia.

Anche se il dispositivo protesico è impressionante, Matheny ha dei limiti: non può bagnare il braccio e non è autorizzato a guidare mentre lo indossa. A parte questo, potrà esercitarsi nel fare qualsiasi altra cosa – che poi è esattamente l'obiettivo a cui dovrà tenere fede quest'anno.
L'introduzione di protesi robotiche «controllate dalla mente» consentirà ai pazienti con amputazioni, lesioni traumatiche o che sono nati senza un arto di accedere alla possibilità di recuperare un completo movimento e di farlo in un modo che sembra davvero «naturale».

Se questi arti robotici supereranno i test in corso, potranno davvero rivoluzionare il mondo delle protesi e non solo: questo potrebbe farci superare tutta una serie di limiti che ci sono biologicamente imposti e si potrebbe arrivare a creare delle possibilità davvero incredibili per gli esseri umani, con tutte le contraddizioni che un tipo di progresso del genere si porterebbe dietro.