La barriera corallina sta morendo?

Secondo scienziati australiani, più di un terzo della Grande Barriera Corallina è morto a causa dello sbiancamento dei coralli

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Sono mesi che gli scienziati australiani dell'ARC Center of Excellence for Coral Reef Studies parlano del problema dello sbiancamento dei coralli che sta colpendo la Grande Barriera Corallina: praticamente, il peggiore della storia, a quanto dicono. 

Il fenomeno, infatti, aggravato dal riscaldamento delle acque causato dai cambiamenti climatici, ha causato un tasso di mortalità che nella parte settentrionale e in quella centrale della barriera è pari al 35% circa: praticamente più di un terzo dei coralli sono morti.

Lo sbiancamento comporta che i coralli, costretti ad espellere le loro piccole alghe simbiotiche fotosintetiche che si chiamano 'zooxantelle', diventino bianchi, appunto; ma i coralli «sbiancati» si possono riprendere, non è detto che questo evento conduca a morte certa: se le condizioni ambientali sono favorevoli, se la temperatura si abbassa, i coralli si riprendono e le zooxantelle sono in grado di ricolonizzarli.
In questo caso, purtroppo, le condizioni ambientali non hanno fatto altro che peggiorare e molta parte della Grande Barriera Corallina non ha avuto nessuna possibilità di ripresa.

Dopo un'attenta analisi dei coralli e una raccolta dati basata sia su immersioni subacquee che su rivelazioni aeree, i ricercatori hanno fatto una media dei danni perché mentre in alcuni zone non ci sono problemi gravi – nel settore meridionale, per esempio, grazie al movimento oceanico e alle precipitazioni causate da un ciclone che hanno abbassato la temperatura, ci si ferma a una percentuale del 5% di perdite – in altre zone si stima una mortalità che va oltre il 50%: la conclusione è il 35% di cui sopra.

Se si contano anche le due crisi del 1998 e del 2002 si può dire che la Grande Barriera Corallina ha «sbiancato» tre volte, negli ultimi due decenni. Che succederà se ci dovesse essere un altro sbiancamento prima che la Barriera abbia tempo di rigenerarsi? Che succederà se si continua di questo passo? Sono domande importanti alle quali rispondere: intanto, speriamo per il meglio.