Arredo urbano a forma di foglie di loto. La nuova frontiera del design e del fotovoltaico

Dalle menti di architetti italiani è nato un nuovo modo per arredare la città con gusto e rispetto per l’ambiente. Si chiama Lotus ed è un sistema modulare alimentato da pannelli fotovoltaici, disposti a forma di foglie di loto, dai mille impieghi

 

Le foglie di loto come arredo urbano, design e sostenibilità: è stata questa l’idea tutta italiana che ha dato vita al progetto Lotus, un sistema modulare alimentato da pannelli fotovoltaici, sostenuto da un team di aziende operanti nel settore delle soluzioni tecnologiche al servizio delle energie rinnovabili, e presentato durante la Sustainability Conference presso l’Energy Park di Vimercate (Monza-Brianza).

Si tratta di una struttura dal design leggero ed ecocompatibile creata per usi diversi, dall’installazione nelle aree di sosta alle fermate dell’autobus, alle stazioni di ricarica per auto elettriche: la struttura modulare è formata da un elemento – base, che può essere montato in linea o a raggiera, al quale sono stati applicati tre telai tubolari in acciaio. Due di questi moduli, dalla forma più slanciata, ospitano i pannelli fotovoltaici, simili a foglie di loto, appunto. Ciascuna “foglia” va da un minimo di 4 ad un massimo di 19 metri quadri e, a dipendenza della loro dimensione, i pannelli fotovoltaici possono essere capaci di generare energia dai 500 W ai 2.8 KW. Il terzo modulo, invece, composto da una serie di Led, ha il compito di illuminare l’ambiente circostante.

Le possibilità di Lotus? Essere impiegato, ad esempio, come stazione di ricarica per auto elettriche, grazie a un sistema info point con presa Scame a tenuta stagna e software di pagamento attraverso bancomat o carta di credito. Come copertura per parcheggi all’aperto o per sedili alle fermate degli autobus. Forme essenziali, tecnologie ecosostenibili, ma anche personalizzazione, variando le combinazioni cromatiche della struttura. Un’ampia cartella colori, esclusivamente basata sull’utilizzo di vernici ecologiche. Insomma, una bella opportunità per le amministrazioni locali di creare le infrastrutture necessarie per la rivoluzione a zero emissioni e, al tempo stesso, arredare la città con un design accattivante.

 

(Flavia Dondolini)

 

 

.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER