Generatore artificiale di poesie

Gli scienziati hanno testato la capacità di un'intelligenza artificiale di scrivere poesie credibili

Un team di ricercatori della Microsoft e della Kyoto University ha sviluppato un'intelligenza artificiale (IA) che è in grado di scrivere poesie e che ne ha prodotte alcune talmente credibili da ingannare delle persone online, come raccontato in uno studio pubblicato di recente su arXiv. 

Si tratta dell'ultimo grande passo verso un'intelligenza artificiale che possa creare un linguaggio talmente credibile da poter passare per un linguaggio umano.
Per arrivare alla scrittura delle poesie, l'IA è stata nutrita con migliaia di immagini abbinate a descrizioni e poesie scritte da uomini per insegnare all'algoritmo a capire il legame tra immagini e testo. In questo modo, l'IA ha imparato i modelli delle immagini, le rime e altre costruzioni linguistiche che servono a produrre una poesia o un poema credibili che mescoli colori, immagini, emozioni e metafore.

Una volta che l'intelligenza artificiale è stata addestrata, le è stata fornita un'immagine e il compito di scrivere una poesia, ottenendo alcuni risultati che sembravano privi di senso e altri che sembravano vere e proprie poesie.

A quel punto, i ricercatori hanno fatto una specie di test di Turing per verificare la reazione delle persone: si poteva capire, solo leggendo la poesia, chi l'avesse scritta?

Gli studiosi hanno trovato dei «giudici» su Amazon Mechanical Turk – un servizio online in cui le persone completano attività che traggono vantaggio dall'automazione ma richiedono ancora l'intelligenza umana – e li hanno divisi in utenti generici o esperti, sulla base della loro preparazione letteraria. Hanno scoperto che, mentre gli esperti erano più bravi nell'individuare le poesie scritte dall'IA se ne veniva data l'immagine che le aveva ispirate, gli utenti generici erano più bravi se non gli venivano date le immagini. Entrambi i gruppi, in generale, erano più bravi a capire quali poesie fossero scritte dall'uomo che a identificare quelle che erano stata scritti dall'IA.

Insomma: le macchine li hanno ingannati più spesso.
Forse, dobbiamo aspettarci un futuro di libri di poesie scritte da robot.
Chissà.

 

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