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Hennè: oltre al colore, c’è di più

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Dalla pianta celebre per gli effetti benefici sui capelli, un aiuto per il fegato

L’hennè viene utilizzato tradizionalmente come tinta per capelli o inchiostro per tatuaggi. Tuttavia, gli effetti della pianta di henné (Lawsonia inermis) non si limitano al colore.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista BMC Complementary and Alternative Medicine, infatti, può prevenire danni al fegato, come fanno i probiotici. Nella ricerca, un team dell’Università Guru Nanak Dev in India ha esaminato l’attività antiossidante e protettiva degli estratti di foglie di henné, in particolare in riferimento ai danni epatici.

Nello specifico, ha esaminato la capacità della pianta di proteggere il fegato dai danni somministrando estratti di foglie di henné a topi con danno epatico indotto chimicamente, per un periodo di 15 giorni.

Gli estratti di foglie di henné hanno mostrato potenti attività antiossidanti. Inoltre, tutte le dosi hanno portato ad una diminuzione dei danni epatici e dei parametri della malattia epatica, come la transaminasi glutammico oxalacetica (SGOT) sierica, la transaminasi piruvica glutammica (SGPT) sierica e la fosfatasi alcalina (ALP).

L’estratto di piante di henné ha anche invertito il danno epatico nei topi, ripristinando la normale struttura del fegato. Il team di ricerca ha suggerito che gli effetti protettivi della pianta potrebbero essere attribuiti alle sue diverse sostanze fitochimiche polifenoliche.

Sulla base dei risultati dello studio, il gruppo di ricerca ha concluso che la pianta di henné protegge il fegato dai danni sopprimendo i radicali liberi e riducendo al minimo lo stress ossidativo.

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