Stop alla vendita di aragoste e astici vivi in Italia! Firma la petizione on-line

È partita la petizione per vietare in tutta Italia la vendita di aragoste e astici vivi

È allo studio un provvedimento del nuovo Regolamento degli animali per vietare a Milano la vendita di crostacei decapodi, come aragoste e astici, vivi.

Il web ha immediatamente appoggiato il provvedimento, creando su Firmiamo.it una petizione per chiedere che la delibera venga estesa a tutta Italia, rendendo il nostro Paese uno dei pochi al mondo, insieme a Norvegia, Australia e Nuova Zelanda, che includono i crostacei nei regolamenti sul benessere animale.

In pescherie e ristoranti, aragoste e astici sono tenuti, a digiuno, all’interno di piccoli acquari, ad una temperatura che rende i crostacei del tutto coscienti e pronti all’agonia e alla sofferenza del “tuffo in pentola”: uno studio del 2005 pubblicato sul “The EFSA Journal” ha dimostrato che i crostacei decapodi sono in grado di capire, apprendere e provare dolore. Proprio per questo più di 600 persone hanno firmato la petizione di Firmiamo.it, per risparmiare ad aragoste e astici almeno un po’ di sofferenza.

“La tradizione culinaria impone infatti che aragoste e astici siano gettati vivi nell’acqua bollente per essere cucinati. Il trattamento riservato alle aragoste e agli astici è orribile: dopo essere stati pescati, sono rinchiusi in contenitori di polistirolo a temperature abbastanza basse per stordirli, ma non abbastanza da ucciderli. Acquistati al dettaglio, sono posti in acquari più piccoli ma ad una temperatura che li risveglierà bruscamente da quel torpore, così che siano pronti per essere gettati vivi e coscienti nell’acqua bollente!”

Per aderire alla raccolta firme, basta andare a questo link e cliccare su “Firma”.

 

 

.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER