Lo scioglimento della Groenlandia

La calotta glaciale della Groenlandia ha perso 197 miliardi di tonnellate di ghiaccio nel corso del mese di luglio

Durante il mese di luglio, la seconda lastra di ghiaccio più grande del mondo ha perso 197 miliardi di tonnellate di ghiaccio e ha aumentato i livelli del mare di circa mezzo millimetro. Si tratta della calotta glaciale della Groenlandia che, per intenderci, subito dopo, nel solo giorno di ferragosto, ha perso 11 miliardi di tonnellate di ghiaccio superficiale a seguito di un crollo che ha riversato tutto nell'oceano.

Chiaramente non è inusuale che la calotta glaciale si sciolga durante l'estate, ma di solito questo processo inizia alla fine di maggio, mentre quest'anno è successo settimane prima. Poi, oltretutto, come hanno riferito i meteorologi, luglio è stato uno dei mesi più caldi mai registrati nel mondo – per intenderci, le temperature medie globali per questo luglio sono state in linea e forse più alte del luglio 2016, che detiene il record attuale, secondo i dati preliminari riportati dal Copernicus Climate Change Service.

Cosa vuol dire di preciso tutto questo? Vuol dire che questo clima bizzarro potrebbe tradursi, alla fine, in uno dei più grandi scioglimenti dei ghiacci della Groenlandia dal 1950. La stagione dello scioglimento, infatti, di solito si protrae fino alla fine di agosto e ci si potrebbe trovare di fronte a delle perdite davvero sostanziali.
Lo scioglimento dei ghiacci non è l'unico problema che affligge l'Artico, poiché l'area ha anche subito incendi che, secondo quanto affermano gli scienziati, potrebbero essere dovuti alle alte temperature – da giugno, il servizio di monitoraggio dell'atmosfera di Copernicus ha osservato più di 100 intensi incendi nel circolo polare artico.

Sia i recenti incendi che lo scioglimento dei ghiacci nel circolo polare artico sono tutti forti indicatori di problemi causati dai cambiamenti climatici. A causa di questo fenomeno, inoltre, l’inevitabile fusione dei ghiaccai libererà oltre mille miliardi di piccoli pezzi plastica nei nostri oceani, come sostiene il rapporto ‘Global Warming Releases Microplastic Legacy Frozen in Arctic Sea Ice’, di cui si è già occupato Ecoseven.

 

 

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