Il ripopolamento delle tartarughe

I nuovi numeri relativi alle tartarughe marine segnalano una notizia positiva: il pericolo dell'estinzione è più lontano

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Ogni tanto arrivano anche delle buone notizie. Nonostante le catastrofi artificiali e gli effetti indesiderati del cambiamento climatico, le popolazioni delle tartarughe marine sono in ripristino. 

L'analisi completa pubblicata nella rivista «Science Advances» rivela che anche le piccole popolazioni (che normalmente hanno tempi più complicati per rilanciare i propri numeri) hanno fatto un balzo indietro, allontanandosi dall'orlo del baratro dell'estinzione. Tuttavia, è bene sottolinearlo, la maggior parte delle specie di tartaruga sono ancora rubricate come «vulnerabili» o «in pericolo» e quindi tutti gli sforzi di conservazione devono continuare.

L'analisi in questione è stata condotta da Antonios Mazaris, ecologista dell'Università di Aristotele in Grecia e da un team di ricercatori internazionali. Lui e i suoi colleghi hanno analizzato i dati sui siti di nidificazione delle tartarughe di tutto il mondo per periodi compresi tra i 6 e i 47 anni. Hanno valutato ciascun sito separatamente e poi hanno combinato i risultati con set individuali standardizzati per cercare modifiche. È così che è stato scoperto che la maggior parte delle popolazioni di tartarughe marine si sta riprendendo dopo i declini storici.

I ricercatori ritengono che succede perché le minacce alla specie non sono più le stesse di un tempo. Per esempio, è molto più probabile che le tartarughe marine vengano pescate accidentalmente o intenzionalmente da un pescatore qualsiasi che appositamente cercate per prodotti «afrodisiaci» o simili assurdità.
Anche se l'analisi è molto positiva, in realtà la ricerca deve ancora raccogliere molte informazioni – per esempio relative ai rapporti tra maschio e femmina – quindi è lo stesso Mazaris che, nel documento, raccomanda un «cauto ottimismo» e una prosecuzione degli impegni di conservazione che ci sono stati negli ultimi 70 anni.