Essere sindaco e mamma? Non ci sono problemi

L'intervento di una psicologa sulla polemica montata a Roma dopo la frase di un candidato sindaco

La campagna elettorale a Roma ha preso una piega strana: uno dei candidato, Guido Bertolaso, ha detto di una ipotetica rivale, Giorgia Meloni, che avrebbe fatto meglio a non candidarsi in quanto ’deve fare la mamma’. A Bertolaso ha fatto prontamente eco Berlusconi.

A Roma ci saranno in campo ben due donne: Giorgia Meloni, presto Mamma, e Virginia Raggi, già madre di un bimbo di 7 anni.

Quindi il tema della possibilità per le mamme di fare politica è tornato (tristemente) all’ordine del giorno. Come spiega all’AdnKronos Mirta Mattina, coordinatrice del progetto di psicologia perinatale all'Ordine degli psicologi del Lazio, questa è una domanda ‘che non si sarebbe nemmeno posta in un Paese e in una società in cui vengono garantiti supporto e strumenti adatti ai genitori e alla famiglia. E, in generale, occorre ribadire che il fatto che mamma o papà siano impegnati e realizzati anche nell'attività lavorativa, è una risorsa e non uno svantaggio per i bambini’.

L’esperta spiega che ‘I figli e le figlie di madri, ma anche padri, coinvolti in una professione impegnativa non hanno nessuna difficoltà rispetto ai bambini con genitori che lavorano di meno’. 

Inoltre si ribadisce che la cura di un bambino non deve essere una responsabilità solo delle donne, ma deve essere condivisa da tutta la famiglia e soprattutto dalla società.

Quindi, al di là delle posizioni politiche, la strumentalizzazione del ruolo di madre appare uno strumento di lotta politica alquanto sterile.

 

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