Costruire con gli scarti alimentari

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Una compagnia trasforma i rifiuti del cibo in materiali da costruzione

In un rapporto intitolato The Urban Bio-Loop, il gruppo Arup propone di utilizzare i rifiuti alimentari (i paesi sviluppati ne hanno in abbondanza) per realizzare materiali da costruzione ecologici e a basso costo.

Gli autori del rapporto mirano a dimostrare che è possibile un paradigma diverso per i materiali da costruzione, ma non solo: i rifiuti alimentari sono molto abbondanti e assolutamente non sfruttati, quindi sarebbe il classico modo per prendere due piccioni con una fava e questa fava sarebbe la modificazione del sistema tradizionale di gestione dei rifiuti.

Si moltiplicano anche in Italia le iniziative per evitare lo spreco alimentare: 6 italiani su 10 attenti ad evitare spreco.

Per esempio: le bucce a conchiglia degli arachidi potrebbero essere utilizzate per creare pareti divisorie a basso costo, visto che sono resistenti al fuoco e al ghiaccio; il riso, invece, potrebbe essere trasformato in polvere ed essere mescolato con il cemento per eliminare la necessità di riempitivi; le foglie delle banane potrebbero essere usate per produrre tessuti robusti grazie alle fibre ad alta resistenza; i funghi potrebbero servire per costruire edifici e le bucce di patate – pulite, pressate e asciugate – sarebbero utilizzabili per produrre un materiale isolante leggero, antincendio e idrorepellente.

Insomma, il gruppo sostiene che l’utilizzo dei rifiuti alimentari all’interno dei processi edili potrebbe portare ad un’economia più circolare e più ecologica, in cui i rifiuti non vengono lasciati a marcire nelle discariche, venendo invece usati per qualcosa di concreto. Inoltre, il riciclo degli scarti del cibo ridurrebbe anche la quantità di metano prodotta quando questi si decompongono lentamente – anche quello è un gas che contribuisce al riscaldamento globale.

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riciclo, rifiuti, spreco alimentare

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