Latte di cammello e cuore

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Secondo uno studio, il consumo protratto nel tempo potrebbe ridurre il rischio di malattie cardiovascolari

Il consumo regolare di latte di cammello, una valida fonte nutrizionale per le persone che abitano le aree aride del mondo, potrebbe avere degli effetti inaspettati sul corpo umano: il dott. Omar Amin Alhaj, autore di una ricerca pubblicata su CyTA – Journal of Food, ha infatti identificato peptidi ACE-inibitori nel latte di cammello fermentato con batteri Lactobacillus.

L’obiettivo dello studio era quello di rintracciare questi peptidi nel latte trattato con L. helveticus e L. acidophilus.

Nel latte fermentato con il ceppo L. helveticus, Omar Amin Alhaj e il suo team hanno trovato 10 peptidi ACE- inibitori, superiori al numero prodotto dal latte trattato col ceppo L. acidophilus. Non solo. Tutti i peptidi rimanevano stabili a 15 giorni di distanza.

Il consumo di latte di cammello fermentato, quindi, potrebbe aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari derivanti da ipertensione. Per questo, la ricerca servirà da punto di partenza per la progettazione e lo sviluppo di nuovi prodotti a base di latte di cammello fermentato da immettere nel mercato.

Al momento fa sorridere, ma un giorno potremmo sostituire il latte vaccino con latte di asina, cammello o latte di canapa.

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