Non mollare, come non molla la Torre di Pisa

Un gruppo di ricercatori ha deciso di indagare il segreto che si cela dietro la resilienza della Torre di Pisa

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Un team di ingegneri ha finalmente risolto il mistero di come l'apparentemente instabile Torre di Pisa sia riuscita a rimanere in piedi per oltre seicento anni, anche se si trova in una regione sismicamente attiva. Un gruppo guidato dall'Università di Roma Tre – che ha coinvolto anche altre università europee – ha concluso che a contribuire alla notevole resilienza di questa opera architettonica hanno concorso l'altezza della torre (di 53 metri), il terreno soffice su cui si trova e la forza strutturale del suo marmo.

Il fenomeno che coinvolge queste caratteristiche è noto come interazione dinamica terreno-struttura e ha causato sia l'instabilità che ha portato la Torre a pendere, sia la sua sopravvivenza nel tempo a tutto quello che – anche di sismico – ha dovuto sopportare.

La costruzione di questo campanile è iniziata nel 1173 e la torre ha cominciato a pendere non appena i costruttori hanno raggiunto il terzo piano. Anche allora, gli ingegneri hanno capito che il mix unico del terreno del sito era responsabile dell'inclinazione e, dopo un periodo di stop, quando hanno ripreso la costruzione, hanno cercato di agire in modo da risistemare la pendenza della Torre. Senza riuscirci, chiaramente.

Il team di ricerca ha ampliato gli studi precedenti in merito a questo interessante fenomeno, esaminando i dati strutturali e sismici raccolti nel corso del tempo. Gli studiosi, inoltre, si sono impegnati su un'analisi approfondita delle proprietà fisiche, meccaniche e chimiche dei materiali utilizzati per costruire la torre, nonché della roccia e del terreno a cui era ancorata. In questo modo, hanno scoperto che è proprio grazie all'interazione dinamica terreno-struttura se il terreno su cui sorge la Torre è stato isolato dagli shock sismici: è questo che ha protetto la costruzione dai frequenti e potenti terremoti che hanno storicamente colpito Pisa.

I risultati dello studio saranno presentati alla 16° European Conference in Earthquake Engineer, che si terrà a giugno a Salonicco, in Grecia.