Legambiente boccia i treni del sud

Ogni giorno in tutto il Meridione circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia

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Tempi sempre più duri per i cittadini che si spostano con il trasporto pubblico, soprattutto al sud. 

Si tratta in Italia di quasi 5,5 milioni di persone che prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio.

Secondo il rapporto Pendolaria 2016 di Legambiente sono 2milioni e 832mila quelli che usufruiscono del servizio ferroviario regionale (divisi tra 1,37 milioni che utilizzano i convogli di Trenitalia e gli altri 20 concessionari) e 2milioni e 655mila quelli che prendono le metropolitane presenti a Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania. Nel 2016 il numero dei pendolari del treno è aumentato di poco: +0,7% rispetto al 2015 per il trasporto ferroviario e +0,6% per quello metropolitano.

Le persone utilizzano il trasporto pubblico sempre di più laddove questo viene valorizzato come in Lombardia, Emilia-Romagna e Alto Adige. Al contrario cala dove il servizio funziona male ed è stato ridotto come in Calabria (-26,4% treni in circolazione e -31% passeggeri), in Campania (-15,1% treni e -40,3% passeggeri), in Piemonte (–8,4% e -9,5%) e nelle città dove il servizio è scadente, con sempre meno treni e sempre più vecchi come a Napoli sulla Circumvesuviana (le corse sono state ridotte del 30% dal 2010) o sulla Roma-Ostia Lido.

“Abbiamo scelto di presentare Pendolaria a Palermo quest’anno proprio perché sono il Sud e le città le emergenze dei trasporti nel nostro Paese. Cambiare e migliorare la situazione che vivono ogni giorno milioni di pendolari deve diventare una priorità, non solo per ridurre differenze e recuperare ritardi, ma perché è un grande investimento sul futuro del Paese” commenta Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.

Per Legambiente, dunque, la sfida fondamentale del trasporto ferroviario in Italia si gioca al Sud e nelle città. Basti dire che nelle principali aree metropolitane vivono 25 milioni di persone ed è lì che secondo gli studi continuerà a concentrarsi questa crescita. Proprio nelle nostre città, però, si evidenzia il ritardo più forte in termini di dotazione di trasporto su ferro rispetto al resto d’Europa, dove siamo sotto il 50% rispetto alla media per metropolitane e tramvie, e al 51% per le ferrovie suburbane.

Il totale di km di metropolitane in Italia è di 234,2 km, paragonabile a quella di singole città europee come Madrid (291,5) e Londra (464,2), Parigi (219,5 km) e Berlino (147,5 km), che hanno inoltre progetti di sviluppo per aumentare il numero di persone trasportate. Roma nel 2016 non ha visto realizzare alcun tratto di metro o linee di tram, e al momento l’unico progetto finanziato riguarda il prolungamento (3,6 chilometri) della metro C fino a Colosseo. Se consideriamo i cantieri in corso della metro, a Roma si dovranno attendere 80 anni per recuperare la distanza dalle altre città europee (in termini di metropolitane ogni 1.000 abitanti).

I dati più sconfortanti arrivano da sud: ogni giorno in tutto il Meridione circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia e dal 2010 quelli regionali si sono ridotti del 21,9% e a questi tagli vanno sommati quelli degli Intercity.

“Dobbiamo puntare a raddoppiare i pendolari che prendono treni regionali e metropolitani ogni giorno – ha continuato Zanchini –. Arrivare a 10 milioni di persone al 2030 è una sfida alla portata del nostro Paese e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali, ma di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo”.