Una tuta spaziale contro lo stress

Per aiutare gli astronauti a ridurre la tensione è stata creata una tuta con sensori wireless integrati che ricalibra gli ambienti in tempo reale

WhatsApp Share

I ricercatori della Florida Polytechnic University  stanno sviluppando un «happy suit», letteralmente una «tuta felice», che dicono che proteggerà gli astronauti dagli effetti psicologicamente stressanti dei viaggi spaziali.

La rete di sensori wireless della tecnologia reagirà al cambiamento nei segni vitali di chi indossa la tuta ricalibrando la propria tenuta in modo da far tornare la situazione emotiva dell'astronauta a livelli standard. Queste modifiche potrebbero includere variazioni di temperatura, colore e intensità della luce e livelli di ossigeno.
«È vitale per gli astronauti essere mentalmente sani durante le missioni e al momento non esiste una soluzione attiva in tempo reale per aiutarli quando si sentono stressati o ansiosi. Questa tecnologia fornirebbe loro un sollievo immediato per il loro stato mentale», ha detto Arman Sargolzaei, professore di ingegneria elettrica che sta collaborando con Melba Horton, assistente alla cattedra di biologia, e James Holland, studente di informatica, nella realizzazione del progetto.

Finanziata da una sovvenzione del Florida Space Research Program  della NASA, la cosiddetta «Smart Sensory Skin», nota anche come S3, potrebbe essere incorporata nell'abbigliamento degli astronauti, in modo che i medici sulla Terra possano anche monitorare la pressione sanguigna, il battito cardiaco e le articolazioni di chi la indossa. In realtà, esiste già una tecnologia simile, ma è molto più ingombrante e spesso scomoda, senza contare che i dati sono passivi, il che significa che devono essere esaminati da un medico prima che si possa agire su di loro.
Con la S3, invece, non solo si avrà una tuta più leggera ed ergonomica, ma si avrà anche una tuta che sarà capace di svolgere un ruolo attivo nel rendere gli astronauti «più felici, più sicuri, più in forma e più produttivi», hanno detto i ricercatori.