Perché riduciamo il mondo a un “noi vs gli altri”

I nostri circuiti neurali potrebbero essere responsabili del motivo per cui troviamo conforto in chi ci è simile

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I ricercatori hanno esaminato i meccanismi cerebrali che potrebbero essere responsabili del motivo per cui troviamo conforto in chi è simile a noi e siamo a disagio con chi è differente.

Sui giornali leggiamo di politiche contro gli immigrati, controversie giudiziarie, polemiche contro matrimoni omosessuali. Al centro, la contrapposizione tra fazioni differenti. Si tratta di un meccanismo sociale che ha a che fare con i vantaggi biologici che i nostri antenati avevano, in principio, nella differenziazione delle specie. Ma che meccanismo neuronale potrebbe esserci alla base?

Come in tutti gli animali, il cervello umano ha due sistemi antichi. Uno include una regione del cervello chiamata amigdala, che può generare paura e sfiducia nei confronti delle cose che potrebbero rappresentare un pericolo, l’altra un gruppo di strutture collegate dette “sistema mesolimbico”, che può dare origine al piacere e a sentimenti di ricompensa, come risposta a cose che rendono più probabile la sopravvivenza

I test di associazione implicita smascherano le associazioni inconsce. Gli scienziati hanno dimostrato che molte persone hanno una preferenza implicita per il loro gruppo anche quando non lo manifestano. Per esempio, negli studi i bianchi percepiscono i neri come più inclini a fare del male solo perché sono neri e questo pregiudizio inconscio è evidente anche nei confronti di bambini neri di 5 anni.

Gli studi di imaging hanno rilevato un aumento della segnalazione nell’amigdala quando le persone formulano giudizi sui volti in millesimi di secondo, un tempo troppo breve per riflettere processi coscienti. In un altro studio, i ricercatori hanno sfruttato gli stereotipi negativi sulle persone di colore. Nonostante i soggetti non manifestassero pregiudizi, il priming ha reso difficile per la corteccia cerebrale sopprimere l’attivazione dell’amigdala.

Gli studi devono tener conto delle differenze tra le misure esplicite e implicite dei nostri atteggiamenti, del comportamento non verbale (che dice tanto di quello che pensiamo) così come dell'impatto del pregiudizio culturale e delle variazioni individuali.

Tuttavia, la ricerca suggerisce che la segnalazione all'interno dell'amigdala è alla base del grado secondo cui le persone sono riluttanti a fidarsi degli altri, specialmente per quanto riguarda le preferenze all'interno e all’esterno del gruppo.