Un caffè, per favore

La Northwestern University ha scoperto che il caffè influisce su molti più metaboliti di quanto si credesse

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Il caffè è in grado di alterare il metabolismo in diversi modi, compreso il metabolismo degli steroidi. Lo afferma un recente studio della Northwestern University, pubblicato sul Journal of Internal Medicine.

Lo studio, condotto in Finlandia, è durato tre mesi. Nel primo mese, ai 47 partecipanti è stato chiesto di non prendere caffè, nel secondo mese è stato chiesto di berne quattro tazze al giorno e nel terzo è stato chiesto di berne otto tazze al giorno. In ogni fase, sono state condotte analisi del sangue. I ricercatori hanno poi utilizzato tecniche di profiling avanzate sui oltre 800 metaboliti.

I risultati hanno messo in luce che il consumo di caffè influiva significativamente su 115 metaboliti e, in particolare nel periodo in cui i soggetti bevevano otto tazze al giorno, causava la riduzione dei metaboliti del sistema endocannabinoide.

Il sistema endocannabinoide svolge un ruolo nella regolazione della risposta allo stress, influenzando i comportamenti alimentari e determinando molte funzioni: quella cognitiva, la pressione sanguigna, le difese immunitarie, la dipendenza, il sonno, l’appetito, l’energia e il metabolismo del glucosio. Normalmente gli endocannabinoidi diminuiscono quando una persona sperimenta stress in maniera continuativa.

Nell’esperimento, l’assunzione di caffè ha avuto effetti anche su altri metaboliti, condizionando l’escrezione o l’eliminazione degli steroidi.

I ricercatori della University of Southampton hanno raccolto oltre 200 studi nei quali i consumatori di caffè risultavano avere minori rischi di malattie del fegato, incluso il cancro. Tuttavia si tratta di una correlazione e non hanno ancora provato scientificamente fosse il caffè a causarne gli effetti.

Altri studi hanno portato gli stessi risultati, dimostrando anche una correlazione tra consumo di caffè e diminuazione del rischio di ictus.