Lo zucchero e l'Alzheimer

Una dieta ad alto contenuto di carboidrati e un elevato livello di zucchero nel sangue sono associati al declino cognitivo

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Negli ultimi anni, il morbo di Alzheimer è stato a volte indicato come diabete di «tipo 3», ovvero un diabete specifico del cervello, anche se questo modo di dire è molto controverso: infatti, più che un terzo tipo di diabete, sembra sempre più che l'Alzheimer sia un altro potenziale effetto collaterale di una dieta zuccherina di tipo occidentale.

Uno studio longitudinale, pubblicato sulla rivista «Diabetologia», ha seguito 5.189 persone lungo 10 anni e ha rilevato che quelle con la glicemia alta avevano un tasso di declino cognitivo più veloce rispetto a quelle con la glicemia normale, indipendentemente dal fatto che il loro livello di zucchero nel sangue li rendesse tecnicamente diabetici. In altre parole, maggiore è la glicemia, più veloce è il declino cognitivo.

Essendo la demenza una condizione psichiatrica attualmente non curabile, è molto importante studiare quali sono i fattori di rischio e cercare di prevenirli.
Non è la prima volta né sarà l'ultima in cui ci viene spiegato come quello che mangiamo, sia nella qualità che nella qualità, possa avere un'influenza su quello che sarà il nostro destino e anche se è difficile stabilire quale sia una dieta davvero ideale – anche se, come sappiamo, la dieta mediterranea è davvero buona per la salute del cervello – dobbiamo comunque riflettere molto su questo punto, visto quanto è importante anche per una malattia come l'Alzheimer.

Al netto dei fattori genetici e di altri fattori non nutrizionali che contribuiscono alla sua progressione, come sottolineano questi e altri ricercatori, dobbiamo tenere presente che le decisioni che prendiamo sul cibo sono un fattore di rischio che possiamo controllare. E si fa sempre più strada la teoria che le decisioni che prendiamo mentre siamo ancora relativamente giovani possono influenzare la nostra futura salute cognitiva.