La sindrome delle gambe senza riposo

Che cos'è questa malattia che impedisce alle persone che ne soffrono di poter dormire, riposando con tranquillità?

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La sindrome delle gambe senza riposo (RLS), nota anche come malattia di Wittmaack-Ekbom, è una patologia del sonno che colpisce una parte considerevole della popolazione: chi ne è affetto non riesce a dormire perché avverte una sensazione di dolore o di fitte alle gambe che lo obbliga a muoverle in continuazione. 

Per le persone che ne soffrono in maniera continuativa, sia grave che moderata, vengono spesso consigliati farmaci agonisti della dopamina che funzionano assumendo che la RLS sia collegata a una compromissione di questo mediatore chimico nel cervello – il problema è che anche se a breve termine riescono a produrre buoni risultati, a lungo termine questi farmaci aumentano le problematiche sia della malattia che di altri disturbi.

È importante allora analizzare i fattori nutrizionali e medici correlati alla sindrome della gambe senza riposo per capire meglio da che parte affrontarla.
Per quanto riguarda i fattori nutrizionali, per esempio, c'è il magnesio, che interagisce con il calcio nel corpo per aiutare a regolare i nervi e i muscoli: quando i livelli di magnesio sono bassi, le cellule nervose diventano iperattive e comportano una costante contrazione muscolare, che spiega molti dei sintomi della sindrome delle gambe senza riposo – vale la pena provare un integratore in questo senso. Anche il ferro è molto importante poiché un carenza di questo elemento impedisce una sana segnalazione della dopamina – bisogna integrarlo, ma tenendo molto sotto controllo i livelli di ferritina, poiché il ferro in eccesso impone rischi per la salute. Per la vitamina D vale praticamente lo stesso perché essa ha a che fare con il metabolismo della dopamina.

Per quanto riguarda i fattori medici, invece bisogna senza dubbio considerare il legame tra la RLS e le condizioni intestinali (come la sindrome da proliferazione batterica intestinale, l'intestino irritabile, la malattia infiammatoria intestinale e il morbo di Crohn), ma anche il legame con la celiachia e con molte malattie autoimmuni e infiammatorie – ovviamente, in tutti questi casi, i trattamenti specifici diventano complicati da spiegare e sono da valutare individualmente.
Un altro fattore che incide è sicuramente lo stress (che va ridotto il più possibile con metodi che escludono i farmaci).