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Google: fa ricavi in Italia e paga le tasse all’estero

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Google, ma anche Facebook, Amazon e Apple, ricava milioni e milioni di euro in Italia, ma paga le tasse in Irlanda, dove il regime fiscale e’ agevolato

 

Google ricava in Italia, ma fattura all’estero. E così fa anche in Francia, in Germania e in Inghilterra. E Così fanno anche Facebook, Apple e Amazon. I grandi Paesi d’Europa, di questo, sono stanchi. E mentre la Francia lancia un ultimatum, promettendo una supertassa se il regime in cui opera Google non cambia e l’Inghilterra richiama l’azienda ad una rivisitazione dei conti, anche in Italia qualcosa comincia a muoversi. 

Google, il motore di ricerca che ogni giorno ci diverte con immagini a tema, in Italia ha un giro di affari che supera i 500 milioni di euro di pubblicità venduta, ma non ha versato nemmeno un euro nelle casse del fisco italiano. Non ha versato Ires, non ha versato Irap, non ha versato Iva. E come Google così hanno fatto anche Facebook, Apple e Amazon.

I grandi colossi di Internet, tra cui il motore di ricerca Google, hanno stabilito la propria sede fiscale in Paesi con regimi vantaggiosi, come l’Irlanda. Risultato? Niente tasse negli altri Paesi. Google fattura la sua pubblicità a Dublino, dove l’aliquota sulle imprese è al 12,5%: nel 2011, per esempio, grazie anche ad una triangolazione con Amsterdam e le Bermuda, ha pagato solo 8 milioni di tasse su 12,5 miliardi di ricavi. Ma non sarebbe certamente più giusto pagare le tasse nei paesi in cui si raccolgono le entrate? La stessa domanda se l’è posta il deputato del Pd Stefano Graziano, che ha chiesto al ministro dell’Economia Vittorio Grilli di far luce sulla vicenda Google. Il Governo potrebbe, per esempio, ispirarsi alla norma ‘anti-Ryanair’, per la quale l’azienda di Voli deve versare ai dipendenti italiani pieni contributi e non quelli, inferiori, previsti dalle norme Irlandesi.

(gc) 

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