Auto elettrica, quanto ci costi? E quanto conviene?

Il futuro dell'auto e' ancora tutto da scrivere. Per esempio quali fonti devono alimentare le batterie, e' ora di passare ad un modello integrato che parta dalle fonti rinnovabili, altrimenti i costi ambientali sarebbero troppi

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L'auto elettrica, anche se costosa, conviene, alla nostra salute. Cosa c’è davvero nell’aria che respiriamo? Si tratta solo di CO2 emessa nell’aria quando parliamo di veicoli a combustibile tradizionale, o forse dobbiamo chiederci quante e quali micro particelle o veleni di vario genere possano davvero danneggiare la nostra salute? Le auto in circolazione sono milioni nel mondo e i passi avanti dell’industria nel contenimento dei consumi e nel miglioramento dell’efficienza vengono fatti quasi quotidianamente.

L’avvento dell’auto elettrica ha però lavorato e sta lavorando oggi sul sottile filo della convenienza ambientale, dimenticando che l’elettricità necessaria alla ricarica dei veicoli viene prodotta ancora e in larga parte nelle centrali tradizionali. In sostanza quando parliamo di emissioni dei veicoli elettrici non possiamo prescindere dalle fonti di produzione dell’energia che poi utilizziamo per far muovere le nostre auto elettriche.

Le emissioni di qualsiasi auto elettrica sono pari a zero se per esempio ci alimentassimo direttamente attraverso un impianto fotovoltaico. Pensiamo che se non ci fosse stato il graduale avvento dell’eolico e del fotovoltaico l’auto elettrica rischierebbe di avere un impatto doppio sull’ambiente rispetto a quella a benzina o diesel. Un recente studio fatto dalla Mitsubishi sulla i-MiEV e riportato su ATZ Technology di Gennaio riporta proprio un’attenta analisi di quel mix energetico che occorre in Germania, allo stato attuale, per alimentare questo veicolo elettrico. Dal confronto effettuato con la VW Polo, l’auto dalle più basse emissioni sul mercato,  si è usciti con una domanda: ma l’auto elettrica conviene?

Se in Germania la i-MiEV emette 93 grammi di CO2 al chilometro, la dismissione delle centrali nucleari dovrà essere seguita da un’alternativa produttiva altrettanto efficiente e pulita in fatto di energia. Altrimenti i consumi di un’auto elettrica in Germania sarebbero maggiori. Gas o carbone farebbero salire questo numero in maniera esponenziale. La VW Polo V emette 89 grammi di CO2 al chilometro. Da qui le perplessità della Mitsubishi che allo stato attuale deve accettare la maggior autonomia (anche se ad un costo di carburante notevolmente maggiore) della Polo con oltre 800 km, rispetto ai 100 della i- MiEV. Auto che ha un costo esattamente doppio rispetto alla tedesca.

La scelta sembrerebbe orientarsi ancora sui veicoli tradizionali, ma questo non motiva una ricerca, uno sforzo scientifico, l’impegno di case automobilistiche che al pari di gestori e produttori di energia stanno investendo tutte le loro forze verso progetti che garantiscano un sempre minore impatto sull’ambiente. La conversione al solare e all’eolico ha permesso di abbassare il grado d’inquinamento nella produzione di energia e molto c’è da fare ancora. Scegliere la via dei veicoli elettrici dice di noi anche quanto personalmente siamo disposti ad investire sull’ambiente e ad alimentare ricerca e sperimentazione continue.

Ci conforta sapere che l’analisi della Mitsubishi sia stata condotta su un modello meno evoluto di auto elettrica. Oggi sta cambiando anche la politica commerciale e le soluzioni di approvvigionamento elettrico, proprio per aumentare i vantaggi all’utente e diminuire il gap con le auto tradizionali. Se al NOx, HC, PM, sigle inquietanti ed irrespirabili come le polveri sottili, preferiamo aria pulita i mezzi elettrici, ragionandoci bene, ci convengono già.

(Vincenzo Nizza)

 

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