La foglia artificiale creata ad Harvard che trasforma la luce solare in combustibile liquido

Il particolare talento di una foglia bionica

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La fotosintesi clorofilliana è sempre stata vista come il miglior modo per trasformare la luce solare in energia: un faro, dunque, per cercare di trovare l'ispirazione verso nuove tecnologie verdi. Per questo, la Harvard University e molti altri laboratori hanno lavorato per anni sulle foglie artificiali.

Solitamente il risultato di questo lavoro è stata una tecnologia solare che, quando immersa o connessa ad una sorgente di acqua, può dividere le sue molecole in ossigeno e idrogeno da utilizzare in una cella a combustibile. L'anno scorso, invece, Harvard ha annunciato l'invenzione di una foglia bionica che riusciva ad andare oltre, trasformando la luce solare in combustibile liquido.
In pratica, il sistema, oltre ad utilizzare l'energia solare per dividere le molecole d'acqua, contiene anche dei batteri mangia idrogeno che producono combustibile liquido. Oggi, grazie a un notevole aggiornamento dato da altri mesi di lavoro, la foglia bionica è riuscita a superare di gran lunga la capacità delle piante stesse – prima, i catalizzatori scelti permettevano solo la trasformazione di luce in isopropanolo, mentre adesso è possibile produrre molti più combustibili (come isobutanolo, isopentano e PHB, un precursore della plastica bio).
Si tratta, quindi, di un vero e proprio sistema di fotosintesi artificiale e sono i dati a dirci che ha superato quello naturale: il nuovo sistema, infatti, converte la luce solare in biomassa con un'efficienza del 10%, che è 10 volte meglio della percentuale ottenuta dalle piante.
Il passo successivo sarà quello di sviluppare ulteriormente la tecnologia in una versione commerciale.
In attesa di novità è possibile guardare qui un video che racconta le specifiche di questa foglia artificiale.