Mind Order: maternità e adolescenza, le crisi inevitabili

Cosa hanno in comune maternità e adolescenza? Come affrontare questi due momenti di passaggio così impegnativi?

In realtà molto, pur rimanendo due fasi della vita diverse e dagli esiti poco confrontabili. Entrambe, tuttavia, sono caratterizzate dall’attraversamento di una fase di “crisi” che coinvolge l’identità personale, e per entrambe, il corpo è coinvolto in maniera centrale.
Riguardo quest’ultimo aspetto, si può affermare, che i cambiamenti psicologici previsti, sia nel diventare adulti che nel diventare madre, sono intrecciati, promossi e alimentati da importanti e visibili modificazioni del corpo.


Quando viene usato il termine “crisi” si fa solitamente riferimento a qualcosa di negativo e che, per l’individuo che la sta vivendo, ha ampie probabilità di finir male. Se si pensa alla coppia in crisi, alla crisi delle istituzioni o alla crisi di mezza età è difficile immaginare un versante anche positivo di questo stato. La crisi, infatti, richiama sentimenti di sofferenza, malattia, lutto, condizioni psicologiche o di vita complesse. Sinonimi sono: rottura, difficoltà, recessione, conflitto, fase critica ecc.
Tuttavia, per scelta nella maternità e per natura nell’adolescenza, la crisi è una fase inevitabile quanto indispensabile affinchè si verifichi un cambiamento che coinvolge l’intera personalità. Anzi, quando un adolescente attraversa silenziosamente e quietamente questa età spesso si temono difficoltà a scoppio ritardato.
In un’ottica più ampia in cui il termine fa riferimento ad una trasformazione che può essere anche positiva, mi pare che la migliore definizione sia quella proposta da P.C. Racamier: “la crisi è un processo globale di cambiamento conseguente alla rottura di un equilibrio precedente”.


Il tempo rappresenta un fattore rilevante, e anche confortante, per descrivere questa dimensione: c’è un inizio, uno svolgimento e anche un termine.
Questo tempo potrà essere più o meno lungo per quanto riguarda la crescita, infatti, nel superamento dell’età infantile, sono implicati fattori ambientali sociali oltre che costituzionali. La futura madre, invece, ha solo nove mesi per affrontare ed elaborare un cambiamento psichico molto profondo.
La fine della crisi adolescenziale avrà come risultato l’ingresso dell’individuo nell’età adulta.


Per quanto riguarda la maternità, l’esito di questa “crisi maturativa normativa”, come l’ha definita G. Bribing, produrrà una ristrutturazione dell’identità e un’integrazione del ruolo di madre con altri aspetti della vita. Anche S. Vegetti Finzi sottolinea come la maternità provochi una crisi nell’esistenza di ogni donna, che deve destrutturare gli equilibri precostituiti ed elaborare un diverso e complesso adattamento alla nuova condizione.
Non sempre, ma nella maggior parte dei casi, il cambiamento alla base della crisi avrà un esito evolutivo e positivo ma resta un meccanismo “a due facce: una positiva e una negativa che comporta una risoluzione ma nello stesso tempo anche un’alterazione” (P.C. Racamier).
Questa visione più positiva del concetto di crisi infatti non vuole negare la fatica e il travaglio che caratterizzano questo processo. Allo stesso tempo credo sia altrettanto importante sottolineare che il periodo di crisi è una fase temporanea e normale, in alcuni momenti della vita, e rende capace ogni persona che vi si confronta a progredire, crescere e cambiare.

Dottoressa Raffaella Morelli
Fondatrice e responsabile studio Mind Order. Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana.

 

Bibliografia

Bibring G., Dwyer T., Huntington D., Valenstein A. (1961): A study of the psy- chological processes in pregnancy and the earliest mother-child relationship. The Psychoanalityc Study of the Child Stern D.,
Bruschweiler-Stern N. (1998): Nascita di una madre. Come l’esperienza di una maternita` cambia una donna. Milano: Mondadori.
P. C., Racamier P.C., Taccani S., La crisi necessaria. Il lavoro incerto, ed. Franco Angeli, 2010
Vegetti Finzi S., Volere un figlio. Ed. Mondadori, 1995