Smog: 24 città già oltre il limite annuale

In queste città lo smog è oltre il livello di guardia (e di legge)

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È appena iniziato l’autunno e già molte città hanno sforato il limite annuo di smog concesso. 

È nuovamente allarme per la qualità dell’aria in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna dove 23 città hanno già superato per 35 volte la soglia di una media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili.

Lo spiega Legambiente nel report “L’emergenza smog e le azioni (poche) in campo” - un'edizione straordinaria di 'Mal'aria' - che mette Torino (con 66 giorni di sforamento) in testa alla classifica delle città peggiori, seguita da Cremona (58), Padova (53) e Milano (50) dove oggi sono entrate in vigore il nuovo divieto d'ingresso nell'Area C anche per le auto Euro4 senza filtro anti-particolato.

Tra le prime 25 in classifica ci sono anche altre città oltre la soglia, come per esempio Frosinone che si piazza al quarto posto con 52 sforamenti. Inoltre - viene spiegato - per alcune di queste città non è una sorpresa ritrovarsi oltre i limiti fissati: "già da marzo alcune città" erano "ampiamente" oltre i 35 giorni consentiti; tra queste Torino, Alessandria, Asti, Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Venezia, Padova e Vicenza.

“Per fronteggiare l'emergenza cronica dello smog, che risente sempre più dei cambiamenti climatici - dichiara la presidente di Legambiente Rossella Muroni - servono interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale che a livello locale e regionale. Il protocollo antismog, firmato a giugno, da un lato ha cercato di uniformare le strategie anti-inquinamento dei Piani regionali e dei provvedimenti d'urgenza dall'altro però da solo non basta; e non può riguardare solo le Regioni più inquinate del nord Italia. Per questo è importante che venga esteso anche alle altre Regioni della Penisola". I dati raccontano come "in Italia a causa dell'aria inquinata ci siano oltre 60 mila morti ogni anno" per "l'esposizione a polveri sottili (PM 2,5), ossidi d'azoto (NO2) e ozono (O3)". Secondo Legambiente "la causa principale di questa emergenza è la carenza di interventi e misure concrete, con troppi ritardi da parte di Regioni e sindaci"; e ora "si cerca di correre ai ripari”.

Muroni si rivolge al governo, ai presidenti di Regione e ai molti sindaci chiedendo di “abbandonare atteggiamenti lassisti e far diventare il tema della qualità dell'aria davvero una priorità”, guardando a “interventi strutturali, politiche sostenibili e misure concrete”.