Il cibo biologico fa bene all'ambiente?

Secondo un nuovo studio, il cibo biologico, per quanto salutare per gli esser umani, non riduce la nostra impronta di carbonio sulla Terra

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12 Dicembre 2017

Per coloro che si prendono cura della propria salute cercando di rispettare il pianeta, l'acquisto di prodotti biologici locali sembra qualcosa di importante da fare: significa meno sostanze chimiche che entrano nel corpo, ma anche un maggiore sostegno finanziario per gli agricoltori locali che si preoccupano profondamente del terreno e dipendono meno dalle macchine a carburante.

Eppure, a quanto emerso recentemente, l'impatto dell'acquisto di cibo biologico sulla riduzione dell'impronta di carbonio potrebbe non essere così significativo come molti acquirenti pensano.

Uno studio pubblicato su «Environmental Research Letters» ha rilevato che, quando si tratta di misurare l'impronta di carbonio, l'agricoltura biologica non è molto più sostenibile dell'agricoltura convenzionale.

«I sistemi organici richiedono dal 25 al 110% in più di utilizzo del territorio, utilizzano il 15% in meno di energia e hanno un potenziale di eutrofizzazione superiore del 37% rispetto ai sistemi convenzionali per unità di cibo. Inoltre, i sistemi organici e convenzionali non differiscono significativamente nelle loro emissioni di gas a effetto serra o nel potenziale di acidificazione», dice la ricerca.

C'è una certa variazione tra i gruppi alimentari, con le carni biologiche che hanno una minore quantità di emissione di carbonio rispetto al bestiame allevato industrialmente e le verdure organiche che hanno un'impronta più elevata rispetto a quelle prodotte in maniera convenzionale.

Un risultato che ha sconcertato un po' tutti. Perfino l'autore dello studio Michael Clark che ha detto di aver trovato questi risultati sorprendenti, ma che questo non deve significare che si deve smettere di sostenere l'agricoltura biologica – che ha tantissimi vantaggi anche sulla quantità di rifiuti emessi, oltre che sulla salute.
Qual è la conclusione, allora?
Clark dice: «Sviluppare sistemi di produzione che integrano i vantaggi dei sistemi convenzionali, organici e di altro tipo per creare un futuro agricolo più sostenibile».