È la giornata mondiale dell'alimentazione

Oggi è la giornata mondiale dell'alimentazione: il WWF parla di 'cane che si morde la coda'

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Oggi è la giornata mondiale dell'alimentazione e quando parliamo di cibo ormai non possiamo non parlare di cambiamenti climatici: il loro rapporto è strettissimo e il WWF parla di un 'cane che si morde la coda'.

Il perché è molto semplice: 'da un lato la prima causa del cambiamento climatico è il sistema alimentare, visto che l’agricoltura globale contribuisce con il 35% delle emissioni di anidride carbonica, metano e protossido di azoto in cui la zootecnia, da sola, contribuisce per il 18% a tutte le emissioni di gas serra. Ma l’agricoltura stessa (e quindi la produzione di cibo) è proprio il settore più esposto ai rischi dei cambiamenti climatici indotti dai gas serra', spiega il WWF

Il Food Policy Research Institute (IFPRI) avverte che a causa dei cambiamenti climatici il numero delle persone che soffre la fame potrebbe aumentare del 20% tra 30 anni con dei picchi del 65% nell'Africa subsahariana.

Quindi se non si ferma il global warming la lotta alla fame rischia di fare dei tragici passi indietro nel futuro prossimo.

'La fame che ancora oggi persiste nel mondo non è dovuta al fatto che non si produce abbastanza cibo, ma alla mancanza di accesso al cibo. Produrre cibo per tutti è una condizione necessaria, ma non sufficiente per la sicurezza alimentare in un mondo che oggi ha già oltre 7.3 miliardi di abitanti e che nel 2050 ne avrà, secondo le ultime proiezioni ONU, 9.7 miliardi -  ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia -  L’impatto del cambiamento climatico sulla produzione alimentare e gli effetti di pratiche agricole dannose per il clima sono già una realtà: l’obiettivo è quello di creare sistemi alimentari fortemente integrati con la vitalità dei sistemi naturali e della biodiversità (il nostro capitale naturale costituito da suolo, acqua, foreste e specie ecc. ) , che producano  con il minor danno per l’ambiente e il clima'.